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domenica 13 dicembre 2009
Urbino si prende un altro scalpoUrbino si prende un altro scalpo Yamamay Busto Arsizio-Chateau d'Ax Urbino 1-3 (25-20, 15-25, 8-25, 24-26) Yamamay Busto Arsizio: Fernandinha 2, Valeriano 2, Kim, Turlea 17, Kovacova 1, Zingaro ne, Campanari 8, Borri (L), Crisanti 5, De Luca 3, Havelkova 15. All. Carlo Parisi. Battute vincenti: 2, errate 6. Muri: 8. Chateau d'Ax Urbino: Nucu 12, Bechis 3, Havlickova 18, Butnaru, Petrauskaite 22, Leonardi (L), Di Iulio 13, Galeotti ne, Masoni ne, Rastelli, Fernandez 6. All. Salvagni. Battute vincenti: 5, errate 12. Muri: 11. Starting six Busto Arsizio: Fernandinha, Turlea, Campanari, Crisanti, De Luca, Havelkova, Borri (L). Starting six Urbino: Nucu, Bechis, Havlickova, Petrauskaite, Di Iulio, Fernandez, Leonardi (L). La protagonista a 2e24: Valdone Petrauskaite
Primo set: è la Yamamay a piazzare il primo sprint: Fernandinha e Campanari servono bene, Urbino va in difficoltà nonostante i colpi di Di Iulio (8-5). Le ospiti si riprendono e Fernandez inchioda per il pareggio 3 palloni dopo la sosta tecnica, poi Busto riesce ancora a scappare via grazie a un'imperiosa Havelkova (per lei 6 punti e il 75% offensivo nel set). Un muro di Campanari convince coach Salvagni a optare per la sosta, ma le padrone di casa macinano gioco senza sosta: è ancora Havelkova a mettere palla a terra e portare il divario a +7 (16-9). Fernandinha serve spesso e volentieri in banda, e segna il suo nome sul tabellino andando a segno con un tocco dei suoi; ma con uno svantaggio di 8 punti (21-13), Urbino prova a riemergere: Petrauskaite mura, Havlickova attacca e Parisi prova a correre ai ripari con un timeout (23-19). Ma non c'è il tempo per rimontare: Turlea suggella il buon parziale trovando il diagonale vincente (25-20).
Secondo set: l'inerzia del gioco si ribalta: ora è la formazione ospite a imporre il proprio ritmo sia offensivamente (bene Bechis per havlickova e Petrauskaite) che difensivamente. La Yamamay fatica a passare tra le maglie avversarie e arriva in ritardo di 3 punti alla prima sosta (5-8). La Chateau d'Ax sale in cattedra, sempre sospinta dalla distribuzione di Bechis e dall'attenzione di Leonardi in copertura, e stritola Busto arrivando in carrozza fino al secondo stop tecnico: per le biancorosse gli ingressi di Valeriano, Kim e Kovacova non sortiscono gli effetti sperati (9-16). I primi segni di vita dal pianeta Yamamay si concretizzano in un mini-parziale di 3-0 che permette a Valeriano (suo il muro che vale il 12-16) e compagne di avvicinarsi alle avversarie, ma Petrauskaite completa il suo set perfetto riportando Urbino a distanza di sicurezza (15-20). Senza storie il finale: Havlickova domina sottorete, poi è la solita Petrauskaite a scrivere la parola fine sulla frazione (15-25).
Terzo set: l'inizio è una fotocopia del set precedente, con Urbino implacabile su entrambi i fronti e Busto inadatta persino nel ruolo di lepre: Di Iulio viaggia su ritmi altissimi, Nucu a muro porta le squadre al primo stop (4-8). Da qui in poi, c'è una sola squadra in campo: la Chateau d'Ax non incontra grosse difficoltà nel gestire le sterili offensive bustocche (le assistenze di Fernandinha per le centrali risultano spesso imbarazzanti), e approfitta del magic moment per sfruttare l'arma del pallonetto, nervo scoperto delle dirimpettaie (5-16). Petrauskaite non prova pietà per le derelitte avversarie (e il 56% offensivo nell'arco di tutto il match lo dimostra), e con l'aiuto di Havlickova chiude una frazione a senso unico. Per la prima volta in due anni e mezzo di A1, parte del pubblico fa piovere fischi all'indirizzo delle proprie atlete (8-25).
Quarto set: Busto incassa la scoppola, fa suonare la sveglia e bilancia i valori in campo: Parisi boccia Crisanti favorendole Kovacova, Campanari a muro piazza il vantaggio al primo timeout (8-7). Nucu, bene a muro e in attacco, non molla la presa, ma la Yamamay prende via via un buon vantaggio ritrovando fluidità e un minimo di difesa: Turlea prende per mano le compagne portandole a +3 (16-13). Il ritorno in campo è ancora nel segno delle padrone di casa: De Luca chiude a muro una lunga azione, quindi Havelkova al servizio trova Petrauskaite impreparata. Le ospiti non si disuniscono, ma subiscono ancora l'offensiva portata da Turlea (20-15). Con il quinto set ormai nell'aria, Busto si scioglie come neve al sole: la Chateau d'Ax, con Havlickova, piazza un parziale di 4-1 e costringe Parisi alla prima sosta discrezionale (21-19), poi Petrauskaite porta le ospiti ad una sola lunghezza di distacco. Havelkova illude il pubblico di casa (23-21), ma Urbino prima pareggia al punto 23 e poi si trova in mano un inaspettato match point su errore della stessa Havelkova; Turlea sventa la prima minaccia, ma è proprio un suo attacco, annullato a muro da Havlickova, a consegnare alle marchigiane la vittoria da 3 punti (24-26).
Sala Stampa
Barbara de Luca (schiacciatrice Busto Arsizio): “Siamo partite bene, purtroppo le cose sono cambiate; merito di Urbino che ha giocato bene, noi abbiamo avuto difficoltà contro una squadra che ha usato bene il proprio muro-difesa. Abbiamo cercato di dare il 100% e ci sono state situazioni in cui abbiamo avuto poca fortuna, ma questa non può essere una giustificazione.
Iuliana Nucu (centrale Urbino): “Abbiamo cominciato male, anche a causa del palazzetto pieno di pubblico, poi abbiamo cominciato a prendere più fiducia sbagliando sempre meno e piano piano abbiamo ritrovato il gioco che ci ha portato fin qui”.
Francois Salvacni (coach Urbino): “Busto è stata inizialmente aggressiva al servizio, e se avesse continuato con quello standard non saremmo riusciti a cavarcela con un semplice muro-difesa ben eseguito; appena siamo riusciti a trovare un po' di assetto in ricezione, abbiamo potuto imporre la nostra pallavolo. E' un onore vincere in questo palazzetto e contro un allenatore come Parisi”.
Carlo Parisi (coach Busto Arsizio): “La squadra si è disunita con troppa facilità dal secondo set, abbiamo fatto troppa fatica a mettere la palla a terra nei momenti caldi del match. L'eccessiva fragilità nel gestire le situazioni che si complicano ha portato a questo epilogo: non riusciamo a scrollarci di dosso le nostre preoccupazioni, pur giocando in casa, e ci lasciamo andare con troppa facilità”. |
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