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sabato 20 marzo 2010

Le farfalle buttano il cuore oltre l'ostacolo e volano in finale

Starting six Baku: D'yachenko, Tsvetanova, Correira, Avramovic, Starovic, Tomasevic, Popovic (L)

Starting six Busto Arsizio: Fernandinha, Turlea, Campanari, Crisanti, De Luca, Havelkova, Borri (L).

 

La protagonista a 2e24: Carmen Turlea

 

La Yamamay porta a casa una partita incredibile, prima troppo facile e poi troppo complicata, accedendo così alla finalissima di Coppa CEV: sugli scudi Turlea, protagonista assoluta con i suoi 27 punti, e l'ottima Fernandinha, sempre lucida nei momenti bollenti del match. Dalla parte opposta spicca l'operato di Starovic, opposto da 23 punti e 5 ace.

 

Primo set: la Yamamay entra in campo con grande aggressività sfruttando immediatamente l'arma del servizio: Fernandinha piazza il primo break suggellando l'inizio con un ace, poi Turlea fa il resto in fase offensiva. Le padrone di casa, spinte dal tifo infernale dei 2600 presenti, reafiscono trovando a loro volta la battuta vincente di Starovic, ma il distacco resta ampio alla prima sosta tecnica (4-8). Ancora una volta è la battuta, stavolta di Turlea, a regalare un altro allengo alle biancorosse: l'opposto bustocco piazza un ace (4-10) e trova costantemente impreparata la ricezione avversaria, incapace di regalare palle giocabili a Tsvetanova. Il Rabita sembra poi ritrovare maggior continuità in fase difensiva, utile a riavvicinarsi nel punteggio (attacco D'Yachenko, 9-12), ma nulla può contro il muro imbastito dalle avversarie che rimette le cose a posto (11-16). L'ultima parte è tutta di marca biancorossa: Havelkova mette a terra una mortifera tripletta, Crisanti mette in crisi la retroguardia azera (12-21) e De Luca chiude facilmente un set senza storia (15-25).

Secondo set: ancora un grande inizio per Busto, che prende subito in mano il pallino del gioco e si spinge in avanti con Crisanti (doppio muro) e Turlea, instoppabile nelle prime fasi (5-8). Al ritorno in campo, quando sembra che per Busto la situazione sia ottima, si spegne la luce: D'Yachenko apre il monologo azero, una sinfonia che trova i suoi maggiori picchi nel servizio (la ricezione biancorossa non riesce mai a rispondere in maniera adeguata a Starovic e Tomasevic) e stritola le ospiti. Tra una sosta tecnica e l'altra, il parziale a favore del Rabita è di 11-3 (16-11). La Yamamay cerca di reagire appoggiandosi interamente su Turlea: la romena fa quel che può, ma l'azione delle padrone di casa, e soprattutto di una sontuosa Starovic, non si ferma (21-16). Busto si riporta sotto, poi un'incomprensione Fernandinha-Campanari determina la resa bustocca, che soccombe nuovamente sotto i colpi dell'opposto avversario (25-22).

Terzo set: inizio molto diverso dai precedenti, contraddistinto da un grande equilibrio in ogni fase del gioco: è Busto a mettere la testa avanti per tagliare il traguardo della prima sosta tecnica con un vantaggio minimo (7-8). Il Rabita si distrae, regala diversi punti in fase offensiva, Busto così ringrazia e saluta la compagnia: De Luca evita più volte il muro avversario e porta le farfalle al timeout tecnico con un buon vantaggio (12-16). L'azione bustocca, firmata in primis da De Luca e Turlea ma suggellata dall'ottima prestazione al centro di Campanari e Crisanti, non si ferma più (14-21), almeno fino al ritorno delle difficoltà in ricezione sui servizi di Avramovic e Starovic (20-23): ci pensa Turlea a togliere le castagne dal fuoco con una doppietta di classe (21-25).

Quarto set: il Rabita si presenta in campo aggedendo immediatamente le avversarie, ancora una volta in difficoltà nel contenere il servizio di Starovic (5 ace e nessun errore per lei a fine match); Fernandinha prova a mettere una pezza, ma è un altro ace di Tsvetanova a permettere a Baku di allungare (8-5). La parte centrale del set è completamente a favore delle padrone di casa: Tsvetanova capisce di dover giocare solo su Starovic, l'unica avversaria che Busto non riesce a contenere, e il Rabita piazza un mostruoso allungo che le porta prima a un eloquente +6 all'altezza della sosta tecnica (16-10), e poi a un 21-13 che la dice lunga sul momento positivo delle azere. Parisi cerca di cambiare le cose invertendo la diagonale e mandando in campo la coppia Decordi-Kim, ma la musica resta la stessa: l'arbitro fischia un'invasione a campanari sul 17-24, la centrale protesta e viene ammonita, regalando così il 2-2 al Rabita (25-17).

Quinto set: la Yama sembra affrontare il tie-break più difficile dell'anno con il piglio giusto, portandosi subito in testa grazie a Turlea e Havelkova (2-4); il Rabita non ci sta e, sospinto dal pubblico, piazza un break con la solita Starovic (6-4). Busto va completamente in bambola e sembra che l'avventura in CEV debba chiudersi in semifinale: ancora Starovic serve sulla linea di fondo e regala alle padrone di casa l'ace del 10-6. Ma la Yama, una volta in più, dimostra di avere mille vite: Fernandinha imbastisce la rimonta servendo le immarcabili Turlea e Havelkova, poi il muro di Campanari vale il sorpasso e fa scattare in piedi i supporter presenti nella capitale azera (11-12). Busto difende alla grande, si prende di forza il match-point con De Luca e trova la via della vittoria con Turlea, abile a mettere a terra il punto personale numero 27 (12-15).

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