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domenica 31 gennaio 2010

Pazza Yama, ecco la riscossa

Yamamay Busto Arsizio – Monte Schiavo Banca Marche Jesi 3-2 (25-16, 14-25, 23-25, 25-17, 15-13)

di Dario Cordella

Yamamay Busto Arsizio: Fernandinha 3, Valeriano, Kim, Turlea 23, Kovacova, Decordi 1, Campanari 8, Borri (L), Crisanti 8, De Luca 9, Havelkova 21. All. Parisi. Battute vincenti 5, errate 5. Muri: 5.

Monte Schiavo Banca Marche Jesi: Mataloni ne, Sokolova 22, Mazzoni (L), Negrini 11, Rinieri 10, Bown 15, Cerioni, Devetag, Calloni 16, Dall’Igna 2, Tirozzi 1. All. Nesic. Battute vincenti 1, errate 6. Muri: 11.

Starting six

Busto Arsizio: Fernandinha, Turlea, Campanari, Crisanti, De Luca, Havelkova, Borri (L).

Starting six Jesi: Sokolova, Negrini, Bown, Calloni, Dall’Igna, Tirozzi, Mazzoni (L).

La protagonista a 2e24: Carmen Turlea

La svolta, soprattutto mentale, c’è stata: Busto Arsizio non si è fatta abbattere dalla batosta subita contro la Monte Schiavo in coppa Italia, e ha giocato una partita di pari livello contro le marchigiane, spuntandola nelle battute finali e dopo mille capovolgimenti di fronte. A decidere il match sono stati due ritorni, avvenuti in tempi e modi diversi: Turlea ha dimostrato di essere nuovamente al 100% e (insieme ad Havelkova) si è caricata il peso offensivo bustocco sulle spalle, mentre Fernandinha, inconcludente e beccata dal pubblico nella prima parte di gara, è stata bravissima a trovare la personale metamorfosi che ha ridato linfa vitale alla Yamamay nel quarto e quinto set. Menzione anche per Borri, come sempre una sicurezza nelle retrovie. Jesi, di contro, si rovina la serata piazzando 38 errori complessivi e regalando di conseguenza break importanti alle avversarie: la serata-no di Sokolova in attacco (solo 17 punti su 61 assistenze per un 28% totale, condito da 13 errori) vanifica un’ottima organizzazione difensiva e la superiorità jesina nei muri-punto (11 contro 5).

Primo set: la Yamamay parte in quarta e sembra voler dimenticare il precedente match di coppa Italia già dalle prime battute: il turno al servizio di Fernandinha mette in difficoltà la ricezione jesina e Nesic chiama timeout (3-0), ma non riesce a trovare una reazione adeguata dalle proprie atlete, che non trovano opposizione agli attacchi di Havelkova (8-3). Le ospiti si riaffacciano sul match dopo un errore in ricezione di Borri e un muro di Sokolova su Crisanti (10-9), ma questo non scoraggia Busto che, con la coppia d’oro Turlea-Havelkova, trova la forza per riprendere le distanze prima della seconda sosta tecnica (16-12). Il ritorno in campo è tutto di marca biancorossa: le padrone di casa chiudono un miniparziale di 6-0, anche grazie ad una fallosissima Sokolova (12% offensivo nel primo set, con 4 errori a fronte di 2 soli punti), e chiudono virtualmente la frazione (21-12). L’ingresso in campo di Rinieri non restituisce verve alla Monte Schiavo, che capitola dopo il secondo muro di Crisanti (25-16).

Secondo set: la partita, come ormai d’abitudine in quel di Busto Arsizio, segue un canovaccio inverso rispetto a quello visto nella prima frazione: Dall’Igna gioca benissimo su Bown e Rinieri, permettendo a Jesi di arrivare con un buon vantaggio sia al timeout discrezionale chiamato da Parisi (2-6) che alla prima sosta tecnica (2-8, muro Sokolova). La Yamamay si scioglie soprattutto in difesa, vero punto di forza nel primo parziale, e non riesce a contrastare adeguatamente le offensive ospiti: a parte Sokolova, ancora appannata, la Monte Schiavo fa il bello e il cattivo tempo arrivando al secondo timeout tecnico con un impressionante vantaggio (6-16). All’ennesima palla messa a terra da Negrini, coach Parisi decide di cambiare le carte in tavola invertendo la diagonale con gli ingressi di Kim e Decordi: Busto riesce a malapena a non rendere il passivo più pesante, Bown provvede a chiudere un set a senso unico (14-25).

Terzo set: è ancora Jesi a fare la partita in avvio: Dall’Igna trova un gran supporto dalle proprie centrali, quasi sempre a terra e mai fallose, e delinea il primo allungo ospite (4-8). Dalla parte opposta della rete, le difficoltà di Fernandinha sono fin troppo evidenti: la brasiliana si appoggia principalmente sulle due bocche da fuoco Turlea e Havelkova, ma la sua imprecisione è causa della sterilità offensiva bustocca che costringe coach Parisi alla sosta (6-12). Calloni blocca un tentativo di reazione delle biancorosse, a segno con Havelkova e Fernandinha (ace) e riporta le formazioni verso le panchine (10-16), ma la Yamamay pian piano si rianima. Turlea ritrova un buon ritmo, mentre Sokolova piomba nuovamente nell’oblio dei primi due set: è proprio l’opposto jesino a regalare il pareggio all’altezza del punto 19. Ma è sempre la stessa Sokolova a spezzare la frazione, riportando in testa la Monte Schiavo con una doppietta mortifera (19-21). Non basta la classe di Turlea, eccezionale nel finale di set: Calloni e Negrini spingono le ospiti alla vittoria del set sinora più vibrante (23-25).

Quarto set: l’inizio sembra essere nuovamente nel segno di Jesi, fin quando Havelkova trova una prima reazione d’orgoglio che fa tagliare alla Yamamay il traguardo della prima sosta tecnica (8-7). Busto ritrova la via in ricezione e difesa, mentre Fernandinha torna protagonista: la Monte Schiavo non molla, ma la perfetta gestione della fase offensiva (39 attacchi con un solo errore in tutto il set) fa volare le padrone di casa (lungolinea Turlea, 13-10). Dall’Igna prova ad affidarsi maggiormente ad una Sokolova sicuramente più in palla rispetto ai precedenti parziali, e Jesi riesce a raggiungere il pareggio al punto 15 (primo tempo Calloni). Questo è però il preludio della veemente reazione biancorossa: spinte da un pubblico scatenato anche a causa delle continue lamentele di Nesic, le padrone di casa chiudono le marchigiane alle corde sulle ali di De Luca (suo l’ace del 21-16), ottima nel finale, e delle determinanti difese di Borri. Campanari piazza a terra il pallone che mette fine alla quarta frazione e allunga il match (25-17).

Quinto set: la Yamamay pare dimenticarsi di scendere in campo, Jesi ringrazia e ne approfitta con Bown: Parisi non può fare altro che interrompere il gioco (0-4). Busto però non sembra intenzionata a mollare il colpo: Fernandinha trova il terzo ace della sua partita, Campanari pareggia e Havelkova addirittura sorpassa (6-5) facendo saltare gli oltre 3000 presenti. L’inerzia del match, manco a dirlo, si ribalta improvvisamente e riporta la Monte Schiavo sugli scudi, con una grandiosa Negrini lesta a portare le ospiti sul +2 (7-9). A questo break jesino tirato fino allo 0-4, Busto risponde con un controbreak di 4-0: Turlea realizza una doppietta di pura tecnica e porta le biancorosse all’11-9. Jesi si riavvicina grazie ad una fast di Bown, ma le velleità di aggancio si fermano sulle mani di Crisanti, decisiva nel murare Sokolova e nel regalare 2 match point alle sue: le ospiti annullano il primo, ma nulla possono contro Havelkova, che supera il muro da posto 4 e chiude la partita (15-13).

Sala Stampa

Barbara De Luca (schiacciatrice Busto Arsizio): "La Yamamay è questa, nel bene e nel male: abbiamo giocato contro una formazione che difende tantissimo, è difficile mantenere la concentrazione affrontando una squadra così; siamo state brave a non mollare e a giocare palla su palla, senza mollare. Stasera ci godremo questo successo, ma la soddisfazione va dimenticata in fretta: dobbiamo pensare ai prossimi impegni di coppa Italia e di campionato".

Raffaella Calloni (centrale Jesi): "Oggi abbiamo avuto dei mostruosi cali sia fisici, a causa dei mille chilometri accumulati nei viaggi Jesi-Busto, che mentali, commettendo troppi errori a causa della nostra mancanza di pazienza; Busto ha difeso molto, e con le nostre mancanze è stato difficile colmare il gap. La presenza in campo di Rinieri, nonostante gli acciacchi fisici della capitana, ci dà più tranquillità".

Dragan Nesic (coach Jesi): "La chiave della partita è stata la nostra fallosità in attacco. Qualcuno ha detto che le partite tra Busto e Jesi sono sempre delle battaglie: non è vero, l’anno scorso ci sono state 5 belle partite, ma stasera i 29 errori nostri, più gli 11 muri contro i 5 di Busto, parlano chiaro. Sono comunque soddisfatto, ora possiamo guardare al match di mercoledì prossimo, che insieme a quello di 4 giorni fa costituiva il nostro vero obiettivo: abbiamo 4 set a disposizione, trovo difficile pensare ad un calo mentale che non ci consenta di portarne a casa nemmeno uno. Faccio i complimenti a Borri, sempre concentrata, e Havelkova, brava a cambiare volto al primo set".

Carlo Parisi (coach Busto Arsizio): "Jesi ha sì commesso qualche errore di troppo, ma per noi in campo c’era una formazione diversa da quella vista mercoledì. Il pieno recupero di Turlea è stato importante anche dal punto di vista mentale, in più la prestazione della squadra è stata superiore soprattutto a livello di concentrazione. L’identità della squadra è questa: lavoriamo tutti i giorni per cercare di migliorarci, dobbiamo imparare a gestire meglio certe situazioni perché, come dimostrato stasera, le qualità per tirarsi fuori dalle difficoltà ci sono. Dobbiamo trovare continuità, ci sono partite in cui le potenzialità di questa squadra si perdono; purtroppo siamo sempre pronti a guardare quello che non va, e mai quello che funziona. Crisanti ha faticato al centro, ha trovato più volte Sokolova sulla propria strada, ma è stata brava a sporcare tantissimi palloni a muro: queste sono cose che un foglio di carta non dice, Lucia è stata determinante in queste situazioni".
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